Che cos'è la vitamina K?

Pubblicato il 20/10/2022

La vitamina K fa parte del gruppo delle vitamine liposolubili e viene accumulata nel fegato: il nostro corpo ha il compito di rilasciarla a piccole dosi quando ne abbiamo bisogno. Essa deve il suo nome alla sua capacità di influenzare positivamente la coagulazione. I suoi scopritori già nel 1935 avevano notato la capacità di questa vitamina nel migliorare il quadro clinico di alcune malattie emorragiche. In tal senso, la vitamina K ha essenzialmente una funzione pro-aggregante, facilitando quindi la coagulazione.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina k è di circa 1 microgrammo per chilo di peso.

Dove si trova la vitamina K?

La Vitamina K in esiste in 3 forme:

  • Vitamina K1, reperibile soprattutto negli alimenti di origine vegetale;
  • Vitamina K2 prodotta dalla flora batterica;
  • Vitamina K3, prodotta industrialmente (forma che consente unassorbimento costante e prevedibile).

Quali alimenti contengono la vitamina K?

La vitamina K si trova in diversi cibi in forma più o meno concentrata:

  • Vegetali a foglia larga e verde (no radicchio);
  • Carote;
  • Patate;
  • Uova;
  • Pomodori.

Cosa causa la carenza di vitamina K?

La carenza di Vitamina K è una evenienza estremamente rara, visto che si trova in moltissimi alimenti e viene prodotta anche dalla nostra flora batterica.
La carenza di vitamina K è associata anche a fragilità ossea anche se il meccanismo di tale processo non è ancora chiaro. La Vitamina K risulta importante soprattutto come antidoto nel caso di avvelenamento con warfarin (rodenticida) di cani e gatti.

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Eccesso di Vitamina K

L'eccesso di Vitamina K può registrarsi nei neonati a causa di errata somministrazione di integratori di vitamina K. I neonati spesso non hanno una flora intestinale in grado di produrre una quantità sufficiente di vitamina K nè sono in grado di ottenerne in quantità sufficienti dal latte. Si tratta comunque di una evenienza estremamente rara praticamenteassente nell'adulto sano.

Correlazione tra Vitamina K e l'uso di Coumadin

La Vitamina K riduce la funzione del Coumadin, un farmaco anticoagulante usato per la prevenzione di trombosi.

Occorre quindi un controllo dell'alimentazione per evitare che concentrazione elevate di vitamina K riducano eccessivamente l'azione del Coumadin. Più che una quantità eccessiva occorre prestare attenzione alle oscillazioni del contenuto di vitamina K durante la settimana.

Questo motivo, oltre ad il fatto che la vitamina K è liposolubile e tende ad accumularsi in parte nell'organismo, comporta la necessità di periodici prelievi si sangue al fine di determinare il valore di INR. L'INR è un valore che viene calcolato dal confronto del tempo di coagulazione del sangue del paziente rispetto al tempo di coagulazione di un campione Standard.

Il contenuto di vitamina K è molto alto nei vegetali a foglia larga e verde ad eccezione del radicchio, medio nel caso di carote e patate e uova, ridotto nel caso di pomodori ed alimenti di origine animale.

Si tratta quindi di una sorta di semaforo al contrario, in cui le persone che assumono Coumadin dovrebbero fermarsi con il verde e ridurre il consumo di vegetali a foglia larga mentre possono procedere con più sicurezza con le altre due categorie.

Ovviamente esistono eccezioni, come nel caso del radicchio rosso che ha lo stesso contenuto di vitamina K del radicchio verde.