Acido Folico vs Folato Attivo (5-MTHF)

11/02/2026 - Pubblicato in Consigli , Le Vitamine

Review Scientifica

Acido Folico vs Folato Attivo (5-MTHF)

Quale forma di vitamina B9 conviene realmente assumere? Analisi delle evidenze scientifiche.

Aggiornato: Febbraio 2026  |  Tempo di lettura: 12 min  |  30 riferimenti bibliografici
Basato su studi peer-reviewed
Revisione farmaceutica
Fonti DOI verificabili

1. Introduzione: folati, acido folico e confusione terminologica

Il termine "vitamina B9" viene spesso usato in modo intercambiabile per indicare realtà biochimiche profondamente diverse. Questa confusione terminologica non è solo accademica: ha conseguenze concrete sulla salute di milioni di persone, in particolare donne in età fertile, soggetti con varianti genetiche specifiche e pazienti con aumentato fabbisogno di folati.

I folati sono un gruppo di composti naturali presenti negli alimenti — in particolare nelle verdure a foglia verde (da cui il nome, dal latino folium), nei legumi, nel fegato e negli agrumi. L'acido folico (acido pteroilglutammico) è invece una molecola sintetica, introdotta negli anni '40, non presente in natura, utilizzata nella fortificazione alimentare e nella stragrande maggioranza degli integratori. Il 5-metiltetraidrofolato (5-MTHF), comunemente chiamato "folato attivo" o "metilfolato", è la principale forma circolante nel plasma umano e la forma biologicamente attiva che le cellule utilizzano direttamente.

Questa distinzione, a lungo ignorata dalla pratica clinica, è diventata oggetto di intensa ricerca negli ultimi due decenni, con implicazioni rilevanti per le raccomandazioni nutrizionali e la formulazione degli integratori.

2. Il metabolismo dei folati: dal piatto alla cellula

Per comprendere perché non tutte le forme di vitamina B9 siano equivalenti, è essenziale seguire il percorso metabolico. I folati alimentari, presenti come poliglutammati, vengono prima idrolizzati a monoglutammati nell'intestino tenue dalla glutammato carbossipeptidasi II (GCPII), quindi assorbiti attraverso il carrier dei folati ridotti (RFC) e il recettore dei folati proton-coupled (PCFT).

L'acido folico sintetico segue un percorso diverso e più complesso. Essendo una molecola completamente ossidata, necessita di una serie sequenziale di riduzioni enzimatiche per diventare metabolicamente utile:

Percorso Metabolico: Acido Folico → Forma Attiva

Acido Folico
sintetico, ossidato
DHF
Diidrofolato
Enzima: DHFR
THF
Tetraidrofolato
Enzima: DHFR
5,10-MTHF
Enzima: SHMT
5-MTHF
FORMA ATTIVA
Enzima: MTHFR

L'ultimo passaggio (catalizzato dall'enzima MTHFR) è il collo di bottiglia critico, soprattutto nei soggetti con polimorfismo genetico.

Il passaggio cruciale è l'ultimo: la riduzione del 5,10-metilentetraidrofolato a 5-metiltetraidrofolato, catalizzata dall'enzima metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR). Questo enzima, come vedremo, presenta varianti genetiche estremamente comuni che ne compromettono significativamente l'efficienza.

Il 5-MTHF svolge un ruolo biologico fondamentale: è il donatore di gruppi metilici per la rimetilazione dell'omocisteina a metionina (reazione catalizzata dalla metionina sintasi, enzima vitamina B12-dipendente) e partecipa al ciclo della metilazione, essenziale per la sintesi del DNA, la regolazione epigenetica, la produzione di neurotrasmettitori e il metabolismo lipidico.

3. Acido folico sintetico: vantaggi e limiti

L'acido folico ha rappresentato una pietra miliare nella salute pubblica. La fortificazione obbligatoria delle farine negli Stati Uniti e in Canada (1998) ha prodotto una riduzione del 25-30% dell'incidenza dei difetti del tubo neurale (DTN), un risultato di portata storica documentato da Williams et al. (2015) e confermato da meta-analisi successive.

Tuttavia, la ricerca degli ultimi vent'anni ha messo in luce limiti significativi di questa forma sintetica.

Vantaggi dell'acido folico

Elevata stabilità chimica e lunga shelf-life. Costo di produzione molto contenuto. Enorme corpo di evidenze cliniche (oltre 60 anni di utilizzo). Comprovata efficacia nella prevenzione dei DTN a livello di popolazione. Buona biodisponibilità in condizioni ideali (circa 85% a stomaco vuoto vs 50% dei folati alimentari).

Limiti dell'acido folico

Richiede conversione enzimatica multi-step. Saturazione della DHFR epatica a dosi relativamente basse (circa 200 µg). Accumulo di acido folico non metabolizzato (UMFA) nel plasma. Efficacia ridotta nei portatori di varianti MTHFR. Potenziale mascheramento della carenza di vitamina B12.

Un aspetto particolarmente rilevante è la limitata capacità della diidrofolato reduttasi (DHFR) umana di processare l'acido folico. A differenza di quanto accade nei roditori, la DHFR umana presenta un'attività catalitica significativamente inferiore. Bailey e Ayling (2009) hanno dimostrato che la DHFR epatica umana ha un'efficienza di conversione fino a 50 volte inferiore rispetto a quella del ratto, un dato con implicazioni profonde per la supplementazione ad alte dosi.

4. Il problema dell'UMFA (acido folico non metabolizzato)

Quando l'assunzione di acido folico supera la capacità metabolica della DHFR — situazione che si verifica comunemente con dosi superiori a 200 µg per singola somministrazione — l'acido folico non convertito si accumula nel circolo ematico. Questo fenomeno, noto come UMFA (Unmetabolized Folic Acid), è stato identificato per la prima volta da Kelly et al. (1997) e successivamente confermato da numerosi studi.

Sweeney et al. (2007) hanno rilevato UMFA rilevabile nel siero dell'80-95% dei campioni analizzati nella popolazione statunitense con fortificazione alimentare obbligatoria. La rilevanza clinica dell'UMFA è oggetto di dibattito attivo nella comunità scientifica, con diverse aree di preoccupazione emerse dalla letteratura.

UMFA: evidenze e ipotesi di ricerca

Funzione immunitaria: Troen et al. (2006) hanno osservato un'associazione tra elevati livelli di UMFA e ridotta attività delle cellule Natural Killer (NK) in donne anziane. Questa osservazione, pur necessitando di conferma in studi randomizzati, ha sollevato interrogativi sulla sicurezza a lungo termine di alti dosaggi di acido folico sintetico.

Rischio oncologico: Alcuni studi osservazionali (Wien et al., 2012) hanno suggerito un'associazione tra supplementazione con alte dosi di acido folico e aumento del rischio di carcinoma colorettale in soggetti con lesioni pre-neoplastiche, sebbene i dati siano contrastanti e il meccanismo non sia stato chiaramente attribuito all'UMFA.

Dato chiave: Il 5-MTHF, non richiedendo conversione tramite DHFR, non produce UMFA in nessuna condizione di dosaggio. Questo rappresenta un vantaggio intrinseco e inequivocabile della forma attiva.

5. Polimorfismo MTHFR: l'elefante nella stanza

Il gene MTHFR codifica per l'enzima metilentetraidrofolato reduttasi, responsabile dell'ultimo e decisivo passaggio nella conversione dell'acido folico in 5-MTHF. Le varianti polimorfiche di questo gene sono tra le più comuni nella popolazione umana e rappresentano il fattore chiave che differenzia l'efficacia delle due forme di supplementazione.

Variante Frequenza (pop. europea) Attività enzimatica residua Impatto clinico
C677T eterozigote (CT) 40-50% ~65% (riduzione del 35%) Moderato
C677T omozigote (TT) 10-15% ~30% (riduzione del 70%) Significativo
A1298C eterozigote (AC) 25-35% ~80-85% Lieve
C677T/A1298C composto 15-20% ~50-55% Moderato-significativo

Il dato epidemiologico è impressionante: sommando tutte le varianti, fino al 60-70% della popolazione presenta almeno una variante MTHFR che compromette in misura variabile la conversione dell'acido folico (Frosst et al., 1995; Weisberg et al., 1998). In popolazioni del sud Europa, inclusa l'Italia, la frequenza dell'allele 677T è particolarmente elevata, raggiungendo il 44% in alcune regioni meridionali (Botto & Yang, 2000).

Da un punto di vista clinico, i soggetti TT omozigoti mostrano livelli plasmatici di folato significativamente inferiori e livelli di omocisteina superiori rispetto ai soggetti wild-type, anche a parità di assunzione di acido folico (Ashfield-Watt et al., 2002). Questo si traduce in un rischio aumentato per patologie cardiovascolari, complicanze gravidiche e potenzialmente disturbi neuropsichiatrici.

Implicazione pratica: Per i soggetti con genotipo MTHFR 677TT, l'integrazione con acido folico convenzionale è sostanzialmente inefficace nel raggiungere livelli ottimali di 5-MTHF plasmatico. In questi individui, la supplementazione diretta con 5-MTHF bypassa completamente il blocco enzimatico, garantendo livelli tissutali adeguati indipendentemente dal genotipo (Prinz-Langenohl et al., 2009).

6. 5-MTHF (folato attivo): la forma biologicamente disponibile

Il 5-metiltetraidrofolato rappresenta la forma predominante di folato nel circolo sanguigno (oltre il 98% dei folati plasmatici) e la forma direttamente utilizzata nei processi cellulari. La sua disponibilità come integratore in forma stabilizzata è stata una delle innovazioni più significative nel campo della nutraceutica degli ultimi anni.

I vantaggi del 5-MTHF rispetto all'acido folico sintetico emergono su diversi fronti. In primo luogo, il 5-MTHF non richiede alcuna conversione enzimatica: viene assorbito attraverso il PCFT intestinale e trasportato immediatamente ai tessuti nella sua forma biologicamente attiva. Questo bypass metabolico completo lo rende efficace indipendentemente dal genotipo MTHFR, dallo stato di salute epatica e dall'assunzione concomitante di farmaci che possano interferire con la DHFR (come metotrexato, trimetoprim e alcuni antiepilettici).

In secondo luogo, il 5-MTHF non produce UMFA. Qualunque eccesso viene escreto per via renale nella sua forma metabolicamente inerte, senza accumulo di specie biologicamente anomale. Questo profilo farmacocinetico offre un margine di sicurezza intrinsecamente superiore, particolarmente rilevante per la supplementazione cronica.

Infine, il 5-MTHF attraversa la barriera ematoencefalica tramite trasporto attivo mediato dal recettore dei folati alpha (FRα), contribuendo direttamente alla sintesi di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina. Questo aspetto ha aperto un'area di ricerca promettente nel campo della neuropsichiatria, con studi che esplorano il ruolo della supplementazione con L-metilfolato nel trattamento della depressione resistente (Papakostas et al., 2012; Shelton et al., 2013).

7. Confronto clinico: efficacia comparativa

Diversi studi head-to-head hanno confrontato direttamente l'efficacia dell'acido folico e del 5-MTHF nel raggiungere endpoint clinici rilevanti.

Parametro Acido Folico 5-MTHF Fonte
Aumento folati plasmatici (pop. generale) Equivalente Equivalente/Superiore Venn et al., 2003; Lamers et al., 2006
Aumento folati plasmatici (MTHFR 677TT) Inferiore Superiore Prinz-Langenohl et al., 2009
Riduzione omocisteina Efficace Almeno equivalente Willems et al., 2004; Venn et al., 2003
Produzione di UMFA Sì (dose-dipendente) No Kelly et al., 1997; Sweeney et al., 2007
Interazione con farmaci anti-folato Suscettibile Non suscettibile Pietrzik et al., 2010
Mascheramento deficit B12 Possibile (alte dosi) Rischio ridotto Scaglione & Panzavolta, 2014

Lo studio di Prinz-Langenohl et al. (2009), pubblicato sul British Journal of Pharmacology, è particolarmente illuminante: in un trial randomizzato su 144 donne in età fertile, stratificate per genotipo MTHFR, il 5-MTHF (113 µg/die) ha prodotto un incremento del folato eritrocitario significativamente superiore rispetto all'acido folico (100 µg/die) nel sottogruppo 677TT, con risultati equivalenti nel sottogruppo wild-type.

La review di Scaglione e Panzavolta (2014) ha ulteriormente consolidato queste evidenze, concludendo che il 5-MTHF rappresenta un'alternativa almeno equivalente — e in specifici sottogruppi superiore — all'acido folico convenzionale.

8. Focus: gravidanza e fertilità

La supplementazione con folati in gravidanza è una delle raccomandazioni più consolidate in medicina preventiva. L'efficacia dell'acido folico nella prevenzione dei difetti del tubo neurale (DTN) è supportata da evidenze di livello A, con la pietra miliare rappresentata dallo studio MRC del 1991 che dimostrò una riduzione del 72% delle recidive di DTN.

Tuttavia, emerge con crescente chiarezza che l'efficacia della supplementazione dipende dalla capacità individuale di conversione, determinata in larga misura dal genotipo MTHFR. Questa considerazione è particolarmente rilevante per l'Italia, dove la prevalenza dell'allele 677T è tra le più alte d'Europa.

Raccomandazioni per la gravidanza: stato dell'arte

Le linee guida WHO (2012) raccomandano 400 µg/die di acido folico nel periodo periconcezionale (almeno 1 mese prima del concepimento fino a 12 settimane di gestazione). Tuttavia, organismi scientifici più recenti, tra cui la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), hanno iniziato a riconoscere il 5-MTHF come alternativa preferenziale, soprattutto in assenza di screening genetico per MTHFR.

La logica clinica è lineare: poiché il 5-MTHF è efficace indipendentemente dal genotipo, la sua somministrazione garantisce una copertura universale senza necessità di genotipizzazione preventiva. Questo approccio è stato definito "folate-agnostic supplementation".

Obeid et al. (2013) hanno concluso che il 5-MTHF è preferibile all'acido folico per la supplementazione in gravidanza, citando la superiore biodisponibilità nei soggetti MTHFR-polimorfici, l'assenza di UMFA e la riduzione del rischio di mascheramento del deficit di vitamina B12.

Per quanto riguarda la fertilità, evidenze preliminari suggeriscono un ruolo dei folati nella qualità ovocitaria e spermatica, nella corretta metilazione del DNA durante l'embriogenesi e nella funzionalità placentare. Anche in questo ambito, il 5-MTHF offre il vantaggio di una disponibilità biologica immediata, particolarmente importante nei primi giorni critici post-concepimento.

9. Quatrefolic® vs Metafolin®: le forme brevettate

Sul mercato degli integratori, il 5-MTHF è disponibile principalmente in due forme brevettate, ciascuna con caratteristiche specifiche.

Metafolin®

Forma chimica: Sale di calcio del (6S)-5-MTHF

Produttore: Merck KGaA (Germania)

Caratteristiche: Prima forma brevettata di 5-MTHF per uso nutraceutico. Ampio track record di sicurezza e studi clinici. Ottima stabilità.

Status GRAS: Riconosciuto FDA dal 2001

Quatrefolic®

Forma chimica: Sale di glucosamina del (6S)-5-MTHF

Produttore: Gnosis by Lesaffre (Italia)

Caratteristiche: Forma di quarta generazione. Superiore solubilità in acqua. Maggiore stabilità in un range di pH più ampio. Adatto a formulazioni liquide.

Status GRAS: Riconosciuto FDA dal 2010

Entrambe le forme forniscono esclusivamente l'isomero naturale (6S) del 5-MTHF, identico a quello prodotto dall'organismo. La scelta tra le due dipende principalmente dalla formulazione dell'integratore. Dal punto di vista clinico, non esistono studi che dimostrino una superiorità significativa dell'una rispetto all'altra in termini di efficacia biologica. Quatrefolic® offre vantaggi formulativi per preparazioni acquose, mentre Metafolin® vanta un corpo di evidenze cliniche leggermente più esteso.

10. Raccomandazioni evidence-based: quale forma scegliere?

Alla luce delle evidenze analizzate, è possibile delineare raccomandazioni differenziate in base al profilo individuale.

Sintesi delle raccomandazioni

Il 5-MTHF è da preferire quando:

Polimorfismo MTHFR accertato (C677T eterozigote o omozigote, composto C677T/A1298C). Gravidanza programmata o in corso, soprattutto senza screening MTHFR. Iperomocisteinemia non responsiva all'acido folico convenzionale. Terapia concomitante con farmaci anti-folato. Insufficienza epatica. Depressione resistente al trattamento (come coadiuvante, sotto controllo medico). Necessità di evitare accumulo di UMFA.

L'acido folico resta appropriato quando:

Programmi di fortificazione alimentare a livello di popolazione. Budget molto limitato e assenza di fattori di rischio MTHFR noti. Contesti dove il 5-MTHF non è disponibile.

Approccio ottimale

In assenza di controindicazioni specifiche, il 5-MTHF rappresenta la scelta più razionale e inclusiva per la supplementazione individuale, in quanto garantisce efficacia indipendentemente dal genotipo MTHFR, evita l'accumulo di UMFA e offre un profilo di sicurezza intrinsecamente favorevole.

Dosaggi di riferimento del 5-MTHF

Mantenimento generale: 400 µg/die  |  Periconcezionale e gravidanza: 400-800 µg/die  |  Iperomocisteinemia: 800-1000 µg/die  |  Supporto neuropsichiatrico: 7,5-15 mg/die (sotto prescrizione medica)

11. Domande frequenti (FAQ)

Posso assumere 5-MTHF e acido folico insieme?
Generalmente non è necessario né consigliabile, in quanto si tratta di due forme della stessa vitamina. L'associazione non offre vantaggi documentati e potrebbe contribuire a un eccesso di folati totali. È preferibile scegliere una singola forma, preferibilmente il 5-MTHF, al dosaggio appropriato.
Devo fare il test MTHFR prima di scegliere l'integratore?
Il test genetico MTHFR non è strettamente necessario per la scelta dell'integratore. Poiché il 5-MTHF è efficace in tutti i genotipi, la sua assunzione rappresenta un approccio "universale" che non richiede genotipizzazione preventiva. Il test può però essere utile per personalizzare il dosaggio e per inquadrare un'eventuale iperomocisteinemia.
Il 5-MTHF ha effetti collaterali?
Il 5-MTHF è generalmente ben tollerato. Effetti collaterali rari includono lievi disturbi gastrointestinali, cefalea e disturbi del sonno, solitamente transitori. In soggetti sensibili, l'avvio della metilazione può causare una temporanea irritabilità o ansia ("overmethylation"), gestibile con riduzione del dosaggio.
È vero che l'acido folico può mascherare una carenza di vitamina B12?
Sì, alte dosi di acido folico (tipicamente >1000 µg/die) possono correggere l'anemia megaloblastica causata da carenza di B12, mascherando il deficit e permettendo la progressione del danno neurologico. Il 5-MTHF presenta un rischio inferiore di mascheramento (Scaglione & Panzavolta, 2014).
Perché il 5-MTHF costa di più dell'acido folico?
Il 5-MTHF richiede processi produttivi significativamente più complessi, inclusa la sintesi stereoselettiva dell'isomero (6S) biologicamente attivo e la stabilizzazione in forma di sale. Le forme brevettate (Quatrefolic®, Metafolin®) comportano inoltre costi di licenza. Il divario di prezzo si è tuttavia ridotto negli ultimi anni.

12. Bibliografia scientifica

1. Ashfield-Watt PAL et al. "Methylenetetrahydrofolate reductase 677C→T genotype modulates homocysteine responses to a folate-rich diet or a low-dose folic acid supplement." Am J Clin Nutr. 2002;76(1):180-186. DOI: 10.1093/ajcn/76.1.180

2. Bailey SW, Ayling JE. "The extremely slow and variable activity of dihydrofolate reductase in human liver and its implications for high folic acid intake." Proc Natl Acad Sci USA. 2009;106(36):15424-15429. DOI: 10.1073/pnas.0902072106

3. Botto LD, Yang Q. "5,10-Methylenetetrahydrofolate reductase gene variants and congenital anomalies." Am J Epidemiol. 2000;151(9):862-877. DOI: 10.1093/oxfordjournals.aje.a010290

4. Czeizel AE, Dudás I. "Prevention of the first occurrence of neural-tube defects by periconceptional vitamin supplementation." N Engl J Med. 1992;327(26):1832-1835. DOI: 10.1056/NEJM199212243272602

5. De-Regil LM et al. "Effects and safety of periconceptional oral folate supplementation for preventing birth defects." Cochrane Database Syst Rev. 2015;(12):CD007950. DOI: 10.1002/14651858.CD007950.pub3

6. Frosst P et al. "A candidate genetic risk factor for vascular disease: a common mutation in methylenetetrahydrofolate reductase." Nat Genet. 1995;10(1):111-113. DOI: 10.1038/ng0595-111

7. Greenberg JA et al. "Folic acid supplementation and pregnancy: more than just neural tube defect prevention." Rev Obstet Gynecol. 2011;4(2):52-59. PMID: 22102928

8. Henderson GI et al. "Maternal-to-fetal transfer of 5-methyltetrahydrofolate by the perfused human placental cotyledon." J Lab Clin Med. 1995;126(2):184-203. PMID: 7636390

9. Hiraoka M, Kagawa Y. "Genetic polymorphisms and folate status." Congenit Anom (Kyoto). 2017;57(5):142-149. DOI: 10.1111/cga.12232

10. Kelly P et al. "Unmetabolized folic acid in serum: acute studies in subjects consuming fortified food and supplements." Am J Clin Nutr. 1997;65(6):1790-1795. DOI: 10.1093/ajcn/65.6.1790

11. Lamers Y et al. "Red blood cell folate concentrations increase more after supplementation with [6S]-5-methyltetrahydrofolate than with folic acid in women of childbearing age." Am J Clin Nutr. 2006;84(1):156-161. DOI: 10.1093/ajcn/84.1.156

12. Lucock M. "Folic acid: nutritional biochemistry, molecular biology, and role in disease processes." Mol Genet Metab. 2000;71(1-2):121-138. DOI: 10.1006/mgme.2000.3027

13. MRC Vitamin Study Research Group. "Prevention of neural tube defects." Lancet. 1991;338(8760):131-137. DOI: 10.1016/0140-6736(91)90133-A

14. Obeid R et al. "Is 5-methyltetrahydrofolate an alternative to folic acid for the prevention of neural tube defects?" J Perinat Med. 2013;41(5):469-483. DOI: 10.1515/jpm-2012-0256

15. Papakostas GI et al. "L-methylfolate as adjunctive therapy for SSRI-resistant major depression." Am J Psychiatry. 2012;169(12):1267-1274. DOI: 10.1176/appi.ajp.2012.11071114

16. Patanwala I et al. "Folic acid handling by the human gut." Am J Clin Nutr. 2014;100(2):593-599. DOI: 10.3945/ajcn.113.080507

17. Pietrzik K et al. "Folic acid and L-5-methyltetrahydrofolate: comparison of clinical pharmacokinetics and pharmacodynamics." Clin Pharmacokinet. 2010;49(8):535-548. DOI: 10.2165/11532990-000000000-00000

18. Prinz-Langenohl R et al. "[6S]-5-methyltetrahydrofolate increases plasma folate more effectively than folic acid in women with the homozygous or wild-type 677C→T polymorphism." Br J Pharmacol. 2009;158(8):2014-2021. DOI: 10.1111/j.1476-5381.2009.00492.x

19. Scaglione F, Panzavolta G. "Folate, folic acid and 5-methyltetrahydrofolate are not the same thing." Xenobiotica. 2014;44(5):480-488. DOI: 10.3109/00498254.2013.845705

20. Shelton RC et al. "Assessing effects of L-methylfolate in depression management." Prim Care Companion CNS Disord. 2013;15(4):PCC.13m01520. DOI: 10.4088/PCC.13m01520

21. Smith AD et al. "Is folic acid good for everyone?" Am J Clin Nutr. 2008;87(3):517-533. DOI: 10.1093/ajcn/87.3.517

22. Sweeney MR et al. "Folic acid fortification and public health: report on threshold doses above which unmetabolised folic acid appear in serum." BMC Public Health. 2007;7:41. DOI: 10.1186/1471-2458-7-41

23. Troen AM et al. "Unmetabolized folic acid in plasma is associated with reduced natural killer cell cytotoxicity among postmenopausal women." J Nutr. 2006;136(1):189-194. DOI: 10.1093/jn/136.1.189

24. Venn BJ et al. "Comparison of the effect of low-dose supplementation with L-5-methyltetrahydrofolate or folic acid on plasma homocysteine." Am J Clin Nutr. 2003;77(3):658-662. DOI: 10.1093/ajcn/77.3.658

25. Weisberg I et al. "A second genetic polymorphism in methylenetetrahydrofolate reductase (MTHFR) associated with decreased enzyme activity." Mol Genet Metab. 1998;64(3):169-172. DOI: 10.1006/mgme.1998.2714

26. Wien TN et al. "Cancer risk with folic acid supplements: a systematic review and meta-analysis." BMJ Open. 2012;2(1):e000653. DOI: 10.1136/bmjopen-2011-000653

27. Willems FF et al. "Pharmacokinetic study on the utilisation of 5-methyltetrahydrofolate and folic acid in patients with coronary artery disease." Br J Pharmacol. 2004;141(5):825-830. DOI: 10.1038/sj.bjp.0705446

28. Williams J et al. "Updated estimates of neural tube defects prevented by mandatory folic acid fortification — United States, 1995–2011." MMWR. 2015;64(1):1-5. PMID: 25590678

29. Yan L et al. "Association of the maternal MTHFR C677T polymorphism with susceptibility to neural tube defects in offsprings." PLoS One. 2012;7(10):e41689. DOI: 10.1371/journal.pone.0041689

30. Zhao R et al. "Mechanisms of membrane transport of folates into cells and across epithelia." Annu Rev Nutr. 2011;31:177-201. DOI: 10.1146/annurev-nutr-072610-145133

Disclaimer medico

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente educative e informative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o del farmacista. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Prima di iniziare qualsiasi supplementazione, in particolare in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie, consultare sempre il proprio medico curante. I dosaggi indicati si riferiscono a quelli riportati nella letteratura scientifica citata e non costituiscono prescrizione terapeutica.

© 2026 Farmacia For You — Contenuto redatto con revisione farmaceutica

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026