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Abbronzatura e solari: i falsi miti da sfatare

Pubblicato il 26/08/2020 - Nella categoria Blog e notizie di FarmaciaForYou

Insieme alle false convinzioni, che possono essere rischiose per la salute della nostra pelle, è ancora abbastanza diffusa l'idea che tutti i solari siano uguali, che abbiano le stesse caratteristiche. 

Per fugare ogni dubbio vediamo insieme i falsi miti da sfatare e qualche interessante informazione relativa al sole e ai solari che forse non conosci.

I solari con un fattore di protezione alto impediscono di abbronzarsi?

No, anche utilizzando un solare con SPF alto è possibile abbronzarsi. La sua applicazione riduce il rischio di causare danni alla pelle; al contrario l’uso di un fattore di protezione basso solo per abbronzarsi più velocemente può causare eritemi e scottature, se non conseguenze ancor più serie.

Esistono solari che ci proteggano al 100%?

La risposta è no. Non esiste un solare che ci protegga al 100% dalla radiazione UV. E’ bene ricordare che il solare, per quanto fondamentale, non è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per proteggere la salute della nostra pelle. Bisogna anche adottare dei comportamenti corretti: utilizzare indumenti protettivi, fare attenzione a idratarsi a sufficienza prima, durante e dopo l’esposizione solare, evitare di stare sotto al sole nelle ore centrali, prestare particolare attenzione a chi ha la pelle più sensibile e reattiva come i bambini e i neonati. 

Se sono già abbronzato, posso non mettere la crema solare?

No, la pelle va protetta sempre. L'intensità dell'abbronzatura dipende dal tipo di pelle e dalla sua capacità di produrre melanina. L’abbronzatura è una risposta naturale della nostra pelle al sole che non ci garantisce una protezione da tutti i danni causati dai raggi UV.  Anche i fototipi più scuri devono proteggersi con un prodotto solare adatto.

Anche se ci sembra di scottarci meno quando siamo abbronzati, dobbiamo ricordarci che i danni del sole non sono solo quelli immediatamente visibili (scottatura e arrossamento), ma anche altri più severi a lungo termine, come il fotoinvecchiamento, dai quali la pelle non riesce a proteggersi da sola soltanto per il fatto di essere abbronzata. 

Bisogna applicare una crema protettiva anche quando il cielo è nuvoloso?

La risposta è sì. Quando il cielo è solo velato passa circa il 98% dei raggi. Inoltre anche il suolo irradia: la neve riflette fino all’82%, la sabbia il 17%, l’acqua il 5%, l’erba il 3% e persino il cemento riflette il 3% dei raggi. Ecco perché è importante applicare sempre una crema protettiva.

Le lampade solari sono utili per preparare la pelle al sole?

No: il lettino non prepara la pelle perché i raggi della lampada sono solo UVA, mentre i raggi solari dai quali dobbiamo proteggerci sono anche UVB.

E' possibile utilizzare il solare avanzato dall'estate scorsa?

I solari scadono. E’ importante controllare l’etichetta del solare verificando il PAO (period after opening), che indica la validità del prodotto dopo l’apertura. Lo si trova indicato con un’icona che ritrae un vasetto con il coperchio sollevato e la durata è espressa in mesi. Se leggi ad esempio “6M” significa che il prodotto può essere utilizzato entro i 6 mesi dall'apertura.
Dopo quella data, non è possibile essere sicuri che il fattore di protezione indicato in etichetta sia rimasto lo stesso. 

Basta il solare per proteggersi dal sole?

La risposta è no. Per proteggere la nostra pelle dobbiamo adottare dei comportamenti prudenti (ne abbiamo parlato qui) e osservare un’alimentazione sana e bilanciata particolarmente ricca di antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi generati anche dalla radiazione solare (leggi per approfondire). 

I solari hanno un impatto sull'ambiente marino?

Ricerche scientifiche recenti hanno evidenziato che i nostri mari si trovano in grave difficoltà. Oltre alla plastica, all’inquinamento e alla pesca intensiva, si è visto che altri fattori possono alterare la flora e la fauna marine.

I primi studi di valutazione del potenziale impatto negativo delle creme solari disperse nell’acqua evidenziano che alcune di queste formulazioni possono distruggere o danneggiare alghe e coralli. Sulla base di queste evidenze, alcune destinazioni turistiche quali Palau, l’arcipelago della Micronesia, le isole Hawaii e la Florida, hanno deciso di vietare l’uso di solari contenenti sostanze nocive per il mare. 

Esistono dei solari che rispettano sia la pelle sia l'ambiente marino?

Sì. Gli studi sopra citati evidenziano come due filtri solari in particolare (Oxybenzone e Octinoxate) siano dannosi per l’ambiente acquatico, in particolare per i coralli. Scegliere prodotti solari ecosostenibili con le giuste caratteristiche e che non contengano Oxybenzone e Octinoxate è sicuramente un’azione corretta per preservare la nostra salute e quella del pianeta. Prediligi quindi prodotti water resistant e formulati per ottimizzare la resa dei filtri, bilanciando emulsionanti, oli e polimeri.